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L’occupazione illustrata – quinta parte

“It is indispensable for a fighting system to deny the humanity of the other side, otherwise how can you possibly kill somebody? He has family, he has hopes, he has fears, he has dreams… no, he has to remain vague – a target – not a person, not a human being”

(Avner, former IDF soldier, member of Combatants for Peace) [1]

“Not rockets from Gaza, not ‘Iron Dome’, not F-16s, not tanks – will bring peace. Peace should mean security and independence for both countries. Let us live in peace and dignity, two peoples on this land”

(Jamel, former Palestinian fighter, member of Combatants for Peace) [1]

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L’occupazione illustrata – quarta parte

“If the sky is clean, I can see the sea from where I live, but I can’t go there”

(Cameriere al Adam 1890, Beit Jala)

Occupazione significa limitazione del movimento, a diverse gradi di intensità, per ogni cittadino palestinese. Le autorità israeliane controllano e limitano i movimenti di quest’ultimi fra i territori occupati, all’interno dei territori stessi, in Israele e all’estero. È importante rendersi conto che altri civili – coloni, cittadini israeliani o stranieri – abitanti degli stessi territori, non subiscono eguali limitazioni, hanno infatti piena libertà di movimento.

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L’occupazione illustrata – terza parte

“Thus with every breath they take, Palestinians breath in occupation”

(Hagai El-Ad, B’tselem executive director, remarks delivered to UN Security Council in New York on October 14, 2016).

Leggendo dell’occupazione immaginavo un’autorità, rappresentata dal suo esercito, che occupava una popolazione terza. Quest’immagine corrisponde alla realtà, ma non è la sola. C’è tutta una parte di occupazione che può risultare meno evidente ma non meno importante: l’occupazione economica.

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L’occupazione illustrata – seconda parte

“You show them that you’re the boss, you show that you control the place”

(Lieutenant, Armored Corps Reconnaissance Unit, 401st Brigade, Nablus Area, 2011) [1]

“It’s to show that we aren’t going to let this pass quietly”

(Nachal Special Forces, Nablus Area, 2014) [1]

Occupare e trasferire parte della propria popolazione in un territorio terzo, oltre che violare il diritto internazionale, non è un’operazione priva di rischi e resistenze. La popolazione locale agirà in modi differenti – violenti e non – contro i rappresentanti dell’autorità occupante e contro i cittadini appartenenti all’autorità occupante. Diverse sono le obbligazioni che l’autorità occupante deve seguire secondo il diritto internazionale [2].

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L’occupazione illustrata – prima parte

“Nessuna cosa esiste dalla cui natura non segua qualche effetto”

(Spinoza, Etica, Prima Parte, Prop. 36)

Nel giugno di cinquantadue anni fa un’offensiva militare israeliana contro l’Egitto sancisce l’inizio della guerra dei sei giorni. Per la prima volta dal 1948, l’esercito israeliano entra nella Cisgiordania. Nel settembre dello stesso anno, il governo israeliano stabilisce Kfar Etzion, la prima colonia in quel territorio. Negli anni a seguire, vari altri terreni verranno confiscati per importanza strategica o storico-religiosa ed in seguito occupati da colonie. Tutto ciò è stato definito contrario al diritto internazionale dalla Corte Internazionale di giustizia e dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, poiché viola l’articolo 49.6 della Quarta Convenzione di Ginevra [1].

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SPENDENAUFRUF / appel à dons

MENSCHENRECHTE SIND WIE SEIFEN-BLASEN

Was haben Seifenblasen und Menschenrechte gemein?

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LES DROITS HUMAINS SONT COMME DES BULLES DE SAVON.

Qu’est-ce que les bulles de savon et les droits humains ont en commun?

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Arbeiten für die Anderen

Faiza ist Palästinenserin, 29 Jahre alt und ist im Jordantal geboren und aufgewachsen. Sie lebt mit ihren Eltern und drei Geschwistern in einer kleinen Wohnung am Stadtrand. Um ihren Lebensunterhalt zu verdienen, arbeitet sie in einer jüdischen Siedlung in dem von Israel besetzten palästinensischen Gebiet. In einer Siedlung, die nach internationalem Recht nicht existieren dürfte. Solche Siedlungen gelten nach internationalem Recht als illegal, weil sie gegen die Vierte Genfer Konvention verstossen, die den Transfer der eigenen Bevölkerungen in ein besetztes Gebiete verbietet. Continue reading Arbeiten für die Anderen